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Calendula
Categoria/e:  erbario
Calendula Calendula
Erba pelosa annuale o perenne (teme le gelate) alta 20-50 cm; foglie da oblanceolate a oblunghe, ampiamente coltivata come pianta ornamentale in Europa e nel Nord America, naturalizzata nell'Europa meridionale ed occidentale, ma l'origine non stata ancora determinata.

La droga è costituita dai fiori e dalle pianta intera.

 

Proprietà:

 

Si attribuiscono ai fiori, alle preparazioni fiori/parte aerea e agli estratti proprietà antiinfìammatorie, immunomodulatorie e vulnerarie, in quanto stimolano la granulazione nel luogo ove si situa la ferita (in concomitanza con un aumento del metabolismo delle glicoproteine, nucleoproteine e collagene); inoltre sono citate proprietà antibatteriche, antifungine, antivirali, antiparassitarie (tricomonoavidali), coleretiche, stimolazione della fagocitosi in vitro e nel test di clearance del carbonio nel topo, nonché un'attività antitumorale in vitro e in vivo per i polisaccaridi.

 

Usi:

 

Medicinali, farmaceutici e cosmetici.

In Europa si usano le preparazioni in caso di stati infiammatori della pelle e della membrana delle mucose, lievi bruciature, scottature solari; internamente, in caso di lesioni con stato infiammatorio delle mucose della bocca e della faringe; immunostimolanti per infiammazioni e per infezioni da Herpes zoster.

 

Si impiega anche come additivo biologico in prodotti per la cura della pelle, del viso e del corpo e in creme per le mani e lozioni, creme per la notte, linimenti e shampoo.

 

Prodotti erboristici:

 

I fiori in tinture

Medicina tradizionale. Storicamente i fiori sono considerati vulnerari, antisettici, stiptici; si registra l'uso esterno come lozione e linimento in caso di bruciature e scottature (di primo grado), tagli, esantemi; internamente per disturbi di stomaco, ulcere gastriche e duodenali, itterizia.

 

Le parti aeree e i loro preparati sono usati per stimolare la circolazione e favorire la guarigione in caso di nevralgie gastriche, ulcere, spasmi, tumefazioni ghiandolari, itterizia, anemia ed, esternamente, in caso di ascessi, piaghe, emorragie, eczemi.

 

Preparazioni:

 

I fiori ligulati del capolino, le sommità fiorali, i fiori e la parte aerea, in tinture, linimenti, tisane, creme e pomate.

 

Informazioni di riferimento e Bibliografia

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